
Invidia del pancione
2026-02-22
3 casi di Disturbo Ossessivo Compulsivo curati con la Psicoterapia Cognitivo Comportamentale
2026-02-22Psicoterapia
Terapia cognitivo comportamentale: consulenza psicologica a Milano e online
La psicoterapia cognitivo comportamentale è un intervento psicologico efficace nel trattamento di problematiche d’ansia [tra cui attacchi di panico, disturbo ossessivo compulsivo e fobie] e di problematiche depressive, raccomandato dalle linee guida internazionali. Il trattamento cognitivo comportamentale è indicato anche per la cura di altre problematiche psicologiche, tra cui il Disturbo Post traumatico da Stress e i Disturbi del comportamento alimentare. La Psicoterapia Cognitivo Comportamentale può essere svolta anche a distanza, solitamente mediante colloqui online in videochiamata.
La psicoterapia cognitivo-comportamentale è scientificamente fondata
Le solide basi scientifiche della terapia cognitivo comportamentale sono dovute ad accurati e prolungati studi sulla psicopatologia, sui meccanismi di mantenimento dei disturbi e sull’efficacia delle procedure della psicoterapia cognitivo comportamentale nel modificare comportamenti e pensieri patologici.
Numerosi studiosi hanno arricchito nel tempo il bagaglio scientifico e clinico della psicologia e della psicoterapia cognitivo comportamentale.
Attualmente ci si riferisce anche alla terza onda della Terapia Cognitivo Comportamentale, facendo riferimento all’introduzione nella CBT di ulteriori procedure di comprovata efficacia, tra cui la mindfulness.
La Terapia Cognitivo Comportamentale permette il miglioramento e la risoluzione del disagio psicologico attraverso una partecipazione attiva e collaborativa del paziente nelle varie fasi del percorso terapeutico.
Grazie alla sua efficacia, la psicoterapia cognitivo comportamentale è stata al centro di un progetto all’avanguardia nel campo della salute mentale.
Il presente è al centro della Psicoterapia Cognitivo Comportamentale

Nella terapia cognitivo comportamentale si fa riferimento allo stretto rapporto di interazione esistente tra pensieri-emozioni e comportamento.
Nella vita di ogni giorno si può trovare qualche esempio che chiarisce lo schema proposto, riconoscendo ad esempio i casi in cui un dato pensiero ha favorito una particolare emozione che, a sua volta, ha portato all’adozione di un certo comportamento.
Ad esempio: può capitare di pensare di non essere capaci di affrontare una particolare situazione (pensiero), e di sentirsi così in ansia e a disagio (emozione) da scegliere di evitare o di allontanarsi dalla situazione (comportamento). Quando l’interazione è simile all’esempio riportato e la persona evita la situazione temuta, di solito prova un sollievo immediato ma, nel tempo, la qualità della sua vita tenderà a peggiorare, costretta da limitazioni eccessive del comportamento (evitare luoghi, situazioni, attività o persone) o, al contrario, da comportamenti eccessivi (bisogno di essere rassicurati, controlli ripetuti o ripetizione di particolari comportamenti) che riducono progressivamente la libertà di scelta e di autonomia personale mentre si assiste all’aumento di pensieri negativi e sgradevoli e di emozioni quali ansia, tristezza e rabbia.
La persona e le situazioni di disagio che riferisce sono al centro della psicoterapia cognitivo comportamentale
La psicoterapia cognitivo comportamentale, a partire dall’analisi di una situazione e della storia di vita della persona, mette a fuoco gli elementi problematici nel rapporto tra:
- aspetti cognitivi (pensieri ed immagini)
- emozioni
- comportamento
A partire dal riconoscimento della relazione tra questi elementi, lo Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale promuove il corretto equilibrio tra questi fattori e permettere così di curare specifici disturbi, superare periodi di vita critici e problematici, promuovendo il miglioramento della qualità della vita del singolo e favorendo l’adozione di stili di pensiero e di comportamento salutari in direzione di un maggiore benessere psicologico.
Il lavoro psicologico nella Psicoterapia Cognitivo Comportamentale è specifico per la problematica psicologica affrontata
Gli psicologi comportamentisti e cognitivisti, hanno indagato e riconosciuto i meccanismi psichici sottostanti ai vari disturbi.
Pertanto la psicoterapia cognitivo comportamentale si avvale di procedure terapeutiche e di esercizi comportamentali e cognitivi mirati a curare efficacemente e in tempi brevi un disturbo, una difficoltà psicologica.
L’appropriata applicazione delle procedure cognitivo comportamentali:
- determina un sollievo e una riduzione dei sintomi presentati all’inizio del trattamento
- permette cambiamenti ampi e profondi relativi ai processi psichici che hanno portato all’insorgenza del disturbo
- favorisce la stabilità dei miglioramenti, che permangono a distanza di tempo
L’intervento cognitivo-comportamentale, oltre ad essere specifico per la problematica psicologica presentata, è naturalmente esclusivo per ogni persona, in modo da adattarsi nel miglior modo possibile alle caratteristiche e alle esigenze di ognuno, così come l’abito del sarto si adatta nel migliore dei modi alle caratteristiche individuali.
Durata della psicoterapia cognitivo comportamentale [Milano]:
Poiché la terapia cognitivo comportamentale è orientata al raggiungimento degli obiettivi ed è centrata sul presente, è una cura di breve durata.
In media, i primi miglioramenti di una terapia cognitivo comportamentale si raggiungono nell’arco delle prime 10-12 sedute.
La terapia prosegue con ulteriori miglioramenti o con il consolidamento dei risultati raggiunti.
La durata della psicoterapia cognitivo comportamentale è solitamente compresa tra i sei mesi e l’anno.
Si precisa tuttavia che, in alcuni casi, la durata della psicoterapia prosegue oltre l’anno.
Quali sono le fasi della terapia cognitivo-comportamentale?
Idealmente, nella terapia cognitivo comportamentale possono essere distinte alcune fasi:
- fase di conoscenza
- definizione degli obiettivi terapeutici
- applicazione delle procedure tipiche della Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale

1. Psicoterapia Cognitivo Comportamentale: fase di conoscenza
Si svolge nelle sedute iniziali e permette di comprendere in modo approfondito le problematiche psicologiche presentate, individuando i rapporti specifici tra pensieri, emozioni e comportamento, alla luce della storia personale e del contesto di vita.
In questa fase della Psicoterapia si evidenziano anche i punti di forza e le risorse psicologiche della persona, che potranno costituire una valida base di partenza per il percorso psicoterapeutico. Rispetto a quando era agli inizi della professione, un terapeuta con esperienza, può riconoscere più rapidamente e con maggior accuratezza i fattori e i meccanismi che mantengono le difficoltà della persona e, di conseguenza, proporre metodologie di trattamento particolarmente indicate per la persona e per la sua situazione.
Le testimonianze delle persone curate con la psicoterapia cognitivo comportamentale indicano che i benefici si avvertono fin dagli inizi della terapia.
2. Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale: definizione degli obiettivi
Nella fase di individuazione e condivisione degli obiettivi terapeutici il paziente e lo psicologo definiscono gli obiettivi del percorso psicologico che è possibile raggiungere nel corso della terapia, eventualmente stabilendo degli obiettivi di breve, medio e lungo periodo.
Nella mia esperienza clinica la persona che si rivolge allo psicologo spesso non ha ben chiari gli obiettivi verso cui vorrebbe dirigersi ma è più focalizzata sul superare il malessere: “Non voglio più stare male”, “Vorrei smettere di vivere con l’ansia” oppure riferisce desideri come “Voglio stare bene”, “Vorrei vivere sereno (o serena)”. E’ spesso una bella scoperta per i pazienti poter definire obiettivi specifici che potranno raggiungere superando le difficoltà che, all’inizio della terapia, li bloccano. Gli obiettivi terapeutici concordati con il paziente all’inizio della terapia diventano anche una motivazione importante che aiuta a sostenere l’impegno di un percorso psicologico. Nella mia esperienza di psicoterapeuta cognitivo comportamentale, tra i casi seguiti dopo la Specializzazione in Psicoterapia, conseguita nel 2005, riporto come esempio alcuni obiettivi concordati con i pazienti:
- Per il Disturbo Ossessivo Compulsivo: ridurre le compulsioni (definendo le situazioni con precisione). Ad esempio, nel Disturbo Ossessivo da Contaminazione: con diversi pazienti un obiettivo che ho concordato con la persona era di ridurre il lavaggio delle mani per tornare ad avere la pelle delle mani, integra e non danneggiata dai lavaggi troppo frequenti. Oppure nel Disturbo Ossessivo da Controllo ho concordato con il paziente di riducerre o di eliminare il controllo della porta, delle chiavi, del bancomat oppure di quello che aveva buttato nella spazzatura.
- Per il Disturbo d’Ansia Generalizzata come terapeuta, all’inizio del percorso di psicoterapia, ho stimato insieme al paziente quanto tempo spendeva a preoccuparsi (in diversi casi, racontando la propria giornata, le persone arrivavano a riconoscere che rimuginavano sulle preoccupazioni per più di 5 o 6 ore al giorno). In questi casi l’obiettivo concordato da me con il paziente era la progressiva riduzione del tempo e delle attenzioni dedicate alla preoccupazioni e, invece, un investimento di tempo e attenzioni in attività riconosciute dal paziente come utili e costruttive, ad esempio: studiare per superare un esame, darsi un obiettivo di lavoro, dedicarsi a un’attività sportiva, dedicare più tempo alle amicizie e alla famiglia.
- Per l’Agorafobia o per il Disturbo di Panico: l’obiettivo concordato con la paziente era stato ricominciare a viaggiare e riprendere l’aereo (con altri pazienti l’obiettivo concordato è stato: prendere il treno, la metropolitana o un altro mezzo di trasporto, andare al supermercato, andare a ristorante o in un altro luogo evitato all’inizio della terapia).
- Nella Depressione, nel basso tono dell’umore o nella Depressione Post Partum: migliorare il tono dell’umore e riprendere le attività sociali, ad esempio incontrare amici, portare avanti impegni, sia quelli piacevoli sia le attività di altro tipo, ridurre o smettere di procrastinare. Questi obiettivi hanno richiesto un lavoro specifico per migliorare il tono dell’umore e per modificare lo stile di pensiero della persona che, di seduta in seduta, seguiva le mie indicazioni terapeutiche sui comportamenti che favoriscono il miglioramento del tono dell’umore e dell’autostima e sul modo in cui ridimensionare i pensieri catastrofici e valutare più obiettivamente situazioni inizialmente considerate in modo molto negativo.
- Nell’ansia e nella fobia sociale: aumentare le situazioni sociali affrontate. Ricordo di una persona che, avendo la possibilità di ottenere una promozione di lavoro che desiderava, nel nuovo incarico sapeva che avrebbe dovuto parlare in pubblico alcune volte al mese, ed ha iniziato il percorso di psicoterapia perché voleva accettare il nuovo ruolo ma non sapeva come gestire l’ansia di parlare in pubblico. Perciò io e il paziente abbiamo concordato obiettivi terapeutici intermedi come: parlare di fronte ad alcuni amici, intervenire in un gruppo poco numeroso di conoscenti, per la maggior parte conosciute, tenere alcune riunioni con i collaboratori più fidati e poi estendere la partecipazione a colleghi e collaboratori con cui la persona aveva meno confidenza, infine fare alcune presentazioni a un numero ridotto di persone e poi aumentare il numero).
- In generale l’obiettivo di fondo quando seguo una persona in psicoterapia è quello di favorirne l’autonomia, di aiutare il paziente a superare i limiti dati dall’ansia eccessiva, dalla paura, dalla scarsa fiducia in sé e di forgiare o a ritrovare strumenti e abilità che consentono alla persona di esprimere le proprie potenzialità e di essere libera di scegliere in funzione di quanto desidera.
3. Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale: applicazione delle procedura
E’ il centro della terapia che, come si è detto, è declinata in funzione delle peculiarità della persona e della problematica presentata, sempre aderendo alle procedure e alle strategie terapeutiche più efficaci ed attuali dell’ambito cognitivo-comportamentale.
Nella mia esperienza di oltre vent’anni come terapeuta cognitivo comportamentale, è fondamentale, che i vari passaggi della terapia e che le procedure proposte al paziente siano chiaramente spiegate alla persona e che siano descritti i meccanismi psicologici che mantengono le difficoltà della persona. Come psicoterapeuta cognitivo comportamentale, cerco di essere il più possibile chiara nelle spiegazioni date al paziente sui motivi per cui è opportuno adottare una procedura o un’altra. Faccio esempi a partire dal vissuto della persona, delle situazioni che ha difficoltà ad affrontare e delle possibilità di miglioramento che può avere attingendo alle proprie risorse personali e utilizzandole in nuovi modi di agire e di pensare.
L’alleanza e la collaborazione tra paziente terapeuta sono fondamentali perché il paziente possa seguire le procedure indicate dallo psicoterapeuta. Questo è possibile quando il paziente ha avuto dal terapeuta cognitivo comportamentale spiegazioni chiare relative ai fattori che mantengono le difficoltà che incontra.
Il terapeuta cognitivo comportamentale valorizza le risorse del paziente e contribuisce ad arricchire tali risorse spiegando e mostrando al paziente modalità nuove, di pensiero e di comportamento, che la persona può adottare. Per rendere massimi i benefici della terapia cognitivo comportamentale le procedure da utilizzare caso per caso dovrebbero essere misurate, tagliate, sulla persona e sulla situazione che presenta, come un abito sartoriale. L’esperienza dello psicoterapeuta può avere un ruolo importante nella scelta delle procedure più idonee per la persona, nelle modalità di applicazione e nella gestione dell’andamento della terapia e delle possibili difficoltà o resistenze che possono emergere durante il percorso terapeutico.
Tra una seduta di psicoterapia cognitivo-comportamentale e l’altra vi è solitamente la prescrizione di svolgere alcune attività. Gli esercizi concordati con lo psicologo aiutano a raggiungere gli obiettivi stabiliti. Gli obiettivi di una Psicoterapia Cognitivo Comportamentale possono riguardare un cambiamento [graduale] comportamenti indesiderati o l’attuazione di specifiche tecniche volte a promuovere modalità di pensiero più efficaci e salutari in direzione di modalità di pensiero e di comportamento caratterizzate da una maggiore libertà di scelta, da un maggiore senso di benessere e di fiducia in sé.
La psicoterapia cognitivo comportamentale è attiva e collaborativa
La partecipazione attiva, collaborativa e propositiva del paziente al processo terapeutico cognitivo-comportamentale è costantemente incoraggiata e guidata dallo psicologo al fine di favorire i progressi terapeutici e l’esito positivo del trattamento cognitivo comportamentale.
Con il progredire dei benefici della terapia e con il graduale raggiungimento degli obiettivi concordati, si riduce la frequenza delle sedute terapeutiche.
Nella fase conclusiva della terapia cognitivo comportamentale, le sedute psicologiche hanno prevalentemente la funzione di favorire l’autonomia della persona ed il progressivo distacco dalla figura del terapeuta, consolidando i benefici psicologici raggiunti con la terapia e fornendo validi strumenti per poter affrontare efficacemente, anche in momenti successivi, l’eventuale presenza situazioni difficili o di stress.
Psicoterapia Cognitivo Comportamentale a Milano:
- Psicoterapia cognitivo comportamentale per l’ansia, ansia generalizzata e ansia anticipatoria
- Psicoterapia cognitivo comportamentale per il panico e per il Disturbo da Attacchi di Panico
- Psicoterapia cognitivo comportamentale per l’agorafobia [esempio di una cura per l’agorafobia]
- Psicoterapia cognitivo comportamentale per le fobie
- Psicoterapia cognitivo comportamentale per il Disturbo Ossessivo Compulsivo [esempi di cura del DOC]
- Terapia EMDR e Psicoterapia cognitivo comportamentale per il Disturbo Post Traumatico da Stress
- Psicoterapia cognitivo comportamentale per la Depressione
- Psicoterapia cognitivo comportamentale per la Depressione Post Partum
- Psicoterapia Cognitivo Comportamentale per l’infertilità di coppia
- Psicoterapia Cognitivo Comportamentale per il supporto psicologico nel percorso di fecondazione assistita (PMA: Procreazione Medicalmente Assistita, tra cui ICSI e FIVET)
Le procedure e gli esercizi della Terapia Cognitivo Comportamentale sono utilizzate anche per migliorare o superare [consulenza psicologica a Milano e online]:
- Bassa autostima
- Difficoltà nelle relazioni (con il partner, con i figli, con i genitori, con i colleghi…)
- Expat therapy [consulenza psicologica per italiani all’estero]
- Indecisione cronica
- Insonnia
- Lutto
- Tendenza a rimandare e a procrastinare
- Pensieri negativi
- Pessimismo
- Separazione e divorzio
- Shock culturale
- Trasferimento all’estero e relazioni a distanza
Per ulteriori informazioni sulla Psicoterapia Cognitivo Comportamentale, per un appuntamento presso lo studio di Milano o una colloquio psicologico online, contattare la Dott.ssa Corsale, psicologa psicoterapeuta specializzata in psicoterapia cognitivo-comportamentale e docente nei centri di specializzazione in psicoterapia cognitivo comportamentale gestiti dall’AIAMC, tra cui la Scuola di Psicoterapia Cognitivo Comportamentale ASIPSE, a Milano.
Approfondimenti:
Prove di efficacia e applicazione della Psicoterapia Cognitivo Comportamentale: i dati internazionali
Terapia Cognitivo Comportamentale del Panico e dell’Agorafobia: un’esperienza
3 casi di DOC curati con la Psicoterapia Cognitivo Comportamentale
