
FIVET E ICSI tra paura, speranza e coraggio
2026-03-09Disturbo Ossessivo Compulsivo: intervista alla psicologa e psicoterapeuta Beatrice Corsale per Eccellenze Italiane
Disturbo Ossessivo Compulsivo: sintomi, cause, diagnosi e terapia
In un’intervista rilasciata a Eccellenze Italiane, la Psicologa e Psicoterapeuta Beatrice Corsale ha spiegato:
- cos’è il Disturbo Ossessivo Compulsivo
- quali sono i sintomi più frequenti
- quali sono i tipi di DOC
- perché il DOC si sviluppa e tende a diventare cronico
- quali terapie risultano realmente efficaci per il trattamento del DOC
Questo articolo approfondisce i contenuti dell’intervista, integrando l’esperienza maturata dalla Dottoressa in oltre vent’anni di attività presso il suo a Milano e tramite la terapia online.
Cos’è il Disturbo Ossessivo Compulsivo?
Il Disturbo Ossessivo Compulsivo è una condizione clinica caratterizzata da:
Ossessioni
- Pensieri, sensazioni, immagini o impulsi ricorrenti e intrusivi che:
- Sono vissuti come indesiderati
- Generano ansia (talvolta fino al panico), disgusto, senso di colpa o vergogna
- Vengono percepiti come minacciosi o moralmente inaccettabili
Compulsioni
- Comportamenti ripetitivi (o azioni mentali) messi in atto nel tentativo di:
- Ridurre l’ansia e le altre emozioni sgradevoli
- Eliminare il pensiero, la sensazione, l’immagine o l’impulso indesiderati
- Prevenire un evento temuto (ad esempio: “se tocco il tavolo 3 volte non succederà niente di brutto”)
L’esperienza di Beatrice Corsale come psicoterapeuta è coerente con le evidenze scientifiche per cui il problema centrale del Disturbo Ossessivo Compulsivo non è il contenuto del pensiero in sé, ma l’interpretazione catastrofica e drammatica del pensiero e del fatto che il pensiero stesso sia venuto in mente.
La dott.ssa Corsale spiega che i tentativi di controllare o di eliminare il pensiero (o le immagini o gli impulsi) diventano parte di un meccanismo che, come in un circolo vizioso, mantiene e peggiora il disturbo. Le ossessioni aumentano, il disagio per i pensieri cresce e la persona utilizza sempre di più compulsioni o rassicurazioni nel tentativo di avere un sollievo dall’ansia, dal senso di colpa e dalle altre emozioni sgradevoli causate dalla visione moralmente rigida data ai pensieri intrusivi. In tal modo la persona con DOC ha una riduzione delle sue libertà e delle sue possibilità di scelta.
Nell’esperienza della dott.ssa Beatrice Corsale come psicoterapeuta cognitivo comportamentale, le persone con il Disturbo Ossessivo Compulsivo si esprimono spesso dicendo: “devo lavarmi”, “devo pulire”, “devo controllare”, “devo raddrizzare”, “devo ordinare”, “devo tornare indietro” o altri tipi di “doveri” in relazione al pensiero che la persona trova disturbante.
Quali sono i principali tipi di Disturbo Ossessivo Compulsivo?
DOC da contaminazione
- Paura eccessiva di germi o sporco
- Lavaggi frequenti e prolungati (delle mani o di altre parti del corpo).
- Evitare oggetti o persone
DOC da contaminazione: un caso clinico
Nella più che ventennale esperienza clinica, Beatrice Corsale, presso il suo studio o con la terapia online, ha seguito numerosi casi di persone con Disturbo Ossessivo Compulsivo, che avevano il pensiero di avere toccato qualcosa di sporco ma che non avrebbe necessariamente causato una malattia. Per le persone con questo tipo di Disturbo Ossessivo Compulsivo la sola idea di avere toccato qualcosa di “non pulito” o di toccato da altri è vissuto con notevole fastidio.
Nel caso di Elena (nome di fantasia), seguita dalla dott.ssa Beatrice Corsale, il pensiero di avere toccato qualcosa di sporco la faceva sentire molto a disagio e così, nel tentativo di avere un sollievo, Elena si lavava le mani. Poco dopo averle lavate o mentre le lavava Elena pensava di non averle lavate abbastnza bene oppure credeva di avere toccato qualche altra cosa che considerava “sporco”. Così il disagio tornava ed Eelna continuava a lavare le mani, sempre più a lungo e sempre più spesso, usando anche detergenti più aggressivi. A causa degli eccessivi lavaggi le mani di Elena erano rovinate e tagliate. Per cercare di non rovinare acora di più le mani, Elena usava dei fazzoletti per toccare gli oggetti in casa o per aprire le ante degli armadi o le maniglie delle porte. Inoltre, al rientro in casa dei familiari, Elena chiedeva loro di lavare le mani accuratamente, di cambiarsi i vestiti mettendoli a lavare tutti immediatamente, e di pulire ogni altro oggetto che le persone avessero usato fuori casa e che avrebbero continuato a usare a casa (telefono, computer, documenti, agenda, cavi di ricarica, chiavette USB). Le difficoltà di Elena fuori casa erano innumerevoli, tanto che la paziente spesso cercava di evitare di uscire perché, al suo rientro a casa, sapeva che avrebbe trascorso molto tempo a lavarsi e a pulire tutto quello che aveva indossato o usato fuori casa, con la paura di portare lo sporco in casa e di “contaminare” l’abitazione.
DOC da contaminazione: terapia cognitivo comportamentale del caso clinico
Nel corso della sua attività come psicoterapeuta, Beatrice Corsale ha seguito numerose persone con situazioni simili a quelle vissute da Elena. Con queste persone, per impostare il lavoro terapeutico e ridurre i pensieri ossessivi e le compulsioni, è stato fondamentale spiegare le caratteristiche del DOC e i fattori che contribuiscono a mantenere il disturbo ossessivo compulsivo. Con Elena e con gli altri pazienti con DOC con caratteristiche simili sono stati definiti gli obiettivi di trattamento (ovvero le compulsioni da ridurre, le situazioni da affrontare, gli evitamenti da eliminare).
L’Esposizione con Prevenzione della Risposta (ERP) , come procedura di comprovata efficacia per il DOC è stata utilizzata nel trattamento del DOC da contaminazione di Elena. Con lei la dott.ssa Beatrice Corsale ha stabilito una gerarchia di situazioni da affrontare, da quella più semplice, che suscitava emozioni sgradevoli di lieve entità fino a situazioni che creavano un disagio maggiore. Nel corso della psicoterapia cognitivo comportamentale con la dott.ssa Corsale, Elena ha gradualmente affrontato le situazioni e ha progressivamente modificato il suo stile di pensiero, che è divenuto meno rigido. La paziente ha ritrovato una maggiore obiettività nel distinguere le situazioni in cui era comunque opportuno lavarsi le mani (utilizzando i comuni saponi e non più detergenti aggressivi) da quelle in cui non era opportuno lavarle. Elena è riuscita a tollerare maggiormente i dubbi che, un po’ alla volta, si sono ridotti. Alla fine della terapia Elena era libera di scegliere se uscire o meno, in base a quello che le interessava fare e non più per effetto delle sue paure. La pelle delle mani di Elena era di nuovo sana. Le sue mani non erano più più rosse, screpolate e tagliate. I pensieri erano sporadici e non più ossessivi. Elena era tornata a sorridere.
DOC da controllo
- Controllare ripetutamente gas, porte, interruttori, elettrodomestici
- Dubbi persistenti
- Richiesta di rassicurazione
- Coinvolgimento di altre persone, spesso i familiari, nei controlli
Tra i vari tipi di DOC trattati dalla dottoressa Corsale nella sua esperienza ultraventennale, vi è il Disturbo Ossessivo Compulsivo da controllo. In questo tipo di DOC possono esservi i dubbi di non avere chiuso un rubinetto dell’acqua o di non avere spento un interruttore della luce o di non avere chiuso una porta. In seguito a questo pensiero, immagine o sensazione, la persona con DOC mette in atto compulsioni di controllo fino a che non arriva la sensazione che sia chiuso o spento. A volte la persona compie un certo numero di ripetizioni dello stesso controllo, attribuendo a quel numero un’idea di sicurezza.
DOC da controllo: un caso clinico
Tra i vari casi di DOC da controllo trattati in oltre vent’anni di attività come psicoterapeuta, Beatrice Corsale ha seguito il caso di Federico. L’uomo, di 42 anni, lavorava in un ufficio e il suo lavoro richiedeva che facesse firmare e conservasse molti documenti. Federico era molto spaventato all’idea di buttare via documenti che invece avrebbe dovuto conservare. Ogni giorno spendeva ore in questi controlli ripetuti. Se, quando Federico terminava un controllo, c’era il pensiero di non avere visto bene e in ogni dettaglio quello che aveva buttato via, ripeteva il controllo, talvolta in base a un numero prefissato (di solito tre controlli). Se nel corso dei tre controlli qualcosa distraeva Federico o se aveva la sensazione di non avere controllato bene, Federico ricominciava con altri tre controlli. Andava avanti così, fino a che, a un certo punto, gli pareva di avere controllato bene.
Federico aveva anche l’abitudine di controllare ripetutamente la chiusura della porta, del rubinetto del gas e gli interruttori delle luci. Sebbene vedesse le luci spente, l’uomo aveva il dubbio di non vedere bene e così andava avanti a fissare una lampadina, continuando a chiedersi se stesse vedendo bene o meno. L’ansia di lasciare una luce accesa era diventata intollerabile per Federico.
DOC da controllo: terapia cognitivo comportamentale del caso clinico
Con la dott.ssa Beatrice Corsale, il percorso di psicoterapia di Federico, con DOC da controllo, ha riguardato:
- definizione di obiettivi terapeutici concreti (ad esempio: buttare via le e-mail archiviate al solo scopo di poterle ricontrollare, non guardare nel cestino della carta, interrompere i controlli di porta, gas e interruttori)
- la comprensione del modello cognitivo comportamentale che mantiene il circolo vizioso del Disturbo Ossessivo Compulsivo da controllo
- la gerarchia delle situazioni da affrontare (senza compulsioni)
- l’esposizione alle situazioni indicate nella gerarchia
DOC da controllo: terapia cognitivo comportamentale del caso clinico
Con la dott.ssa Beatrice Corsale, il percorso di psicoterapia di Federico, con DOC da controllo, ha riguardato:
- definizione di obiettivi terapeutici concreti (ad esempio: buttare via le e-mail, archiviate al solo scopo di poterle ricontrollare, non guardare nel cestino della carta, interrompere i controlli di porta, gas e interruttori)
- la comprensione del modello cognitivo comportamentale che mantiene il circolo vizioso del Disturbo Ossessivo Compulsivo da controllo
- riconoscere la gerarchia delle situazioni da affrontare (senza compulsioni)
- l’esposizione alle situazioni indicate nella gerarchia
- la riduzione delle compulsioni messe in atto
- un lavoro cognitivo volto a superare la visione dicotomica e perfezionistica, favorendo la flessibilità di pensiero
Alla fine del percorso di terapia con la dott.ssa Beatrice Corsale, Federico aveva smaltito tutte le e-mail accumulate in anni, non controllava più le cose che aveva buttato via e chiudeva la porta senza tornare e a controllare, si concedeva un controllo soltanto quando partiva ed era l’ultimo a uscire di casa. Federico aveva molto più tempo nella sua giornata e decise di dedicarsi a imparare a suonare uno strumento musicale, idea che aveva accantonato per anni, quando il DOC consumava le sue giornate.
DOC aggressivo
- Paura di fare del male a qualcuno
- Pensieri violenti non desiderati
- Evitamento di coltelli o situazioni ritenute rischiose
DOC con pensieri aggressivi: un caso clinico
Nel corso di vent’anni di psicoterapia con i pazienti con DOC, la dott.ssa Beatrice Corsale ha trattato numerosi casi di DOC con pensieri aggressivi. Tra questi Benedetta, di 32 anni. La paziente aveva timore del pensiero di poter fare del male a qualcuno e per questo aveva dei rituali complessi in cui simulava di acquistare oggetti contundenti e poi ne annullava l’acquisto, oppure controllava ripetutamente il contenuto delle e-mail che scriveva per il pensiero di avere scritto insulti. Evitava di leggere o di ascoltare notizie perché temeva che, se avesse sentito notizie di cronaca nera, i pensieri di poter far del male a qualcuno potessero aumentare.
DOC con pensieri aggressivi: terapia cognitivo comportamentale del caso clinico
Nel trattamento di Benedetta, la dott.ssa Beatrice Corsale ha illustrato il meccanismo di mantenimento del DOC per il caso specifico, chiarendo il ruolo delle compulsioni e delle situazioni evitate da Benedetta nel mantenere il Disturbo Ossessivo Compulsivo.
In collaborazione con la paziente, è stato fatto un elenco gerarchico di situazioni da affrontare con l’esposizione, dalla meno ansiogena a quella che creava maggiore disagio. Al lavoro di esposizione è stato affiancato un lavoro cognitivo per modificare le idee rigide della paziente circa i pensieri e la natura dei pensieri di tipo aggressivo che aveva. Sebbene Benedetta fosse molto spaventata dai propri pensieri, ha portato avanti il percorso terapeutico proposto e ha seguito correttamente le procedure di Esposizione con Prevenzione della Risposta. I pensieri ossessivi di tipo aggressivo sono gradualmente diminuiti e Benedetta è stata sempre più serena.
Considerazioni della terapeuta Beatrice Corsale sul DOC aggressivo
In base alla pluriennale esperienza nel trattamento del Disturbo Ossessivo Compulsivo con pensieri aggressivi, la dott.sa Beatrice Corsale osserva che, in linea con la letteratura scientifica, i pensieri intrusivi di tipo aggressivo, ritenuti inaccettabili dalle persone con DOC , sono pensieri in contrasto con la visione morale della persona a cui vengono in mente. Pertanto queste persone rifiutano di avere i pensieri intrusivi con contenuto aggressivo e cercano di sopprimerli o di scacciarli.
Nella sua esperienza di psicoterapeuta, la dott.ssa Beatrice Corsale ha riscontrato che i pazienti con Disturbo Ossessivo Compulsivo di tipo aggressivo pensano di se stessi di essere persone orribili, mostri capaci di commettere azioni terribili e che, in fondo, per le altre persone sarebbe meglio stare alla larga da loro. Proseguendo su questo filone di pensieri, queste persone arrivano a provare disgusto per loro stesse. Anche quando finalmente avviano un percorso di psicoterapia per il DOC, la dott.ssa Beatrice Corsale ha riscontrato che le persone con DOC aggressivo hanno molta difficoltà a rivelare i propri pensieri al terapeuta. Le persone, spaventate dal contenuto dei propri pensieri e preoccupate all’idea che il terapeuta le giudichi o, ancora peggio, che le ritenga capaci di tradurre in azione i pensieri, le immagini o gli impulsi che hanno avuto, devono prima sentirsi al sicuro, in una relazione di fiducia e non giudicante. Solo allora, nello spazio sicuro della relazione terapeutica (nello studio del terapeuta o tramite terapia online), comprendendo anche che il terapeuta ha già seguito persone con pensieri che essi giudicano altrettanto spaventosi, si sentiranno di parlare delle proprie angosce e, in seguito, potranno adottare una prospettiva più flessibile.
Nell’esperienza della dott.ssa Beatrice Corsale, talvolta il paziente è arrivato al colloquio in crisi, in una condizione di particolare angoscia, peggiorata nel momento in cui la persona si è confidata con parenti, amici o altre persone che, non conoscendo i meccanismi del DOC, si sono a loro volta spaventate e angosciate per questi pensieri ossessivi. E’ perciò importante che il DOC sia trattato da un terapeuta specializzato ed esperto nella terapia del DOC.
DOC religioso o morale
- Pensieri blasfemi o in contrasto con la propria religione
- Paura di commettere peccati
- Confessioni ripetute o rituali mentali
- Evitamento di luoghi sacri o ritenuti sacri
- Evitamento di persone
DOC religioso: caso clinico e terapia cognitivo comportamentale
Angelica (nome di fantasia), era stata educata in modo molto religioso e rigido. Per il tipo di educazione ricevuta, Angela non tollerava che le venissero in mente immagini sacre in situazioni che considerava inappropriate e parolacce, quando passava vicino a un luogo sacro. Più rifiutava queste situazioni e più diventavano insistenti. Angela evitava di passare vicino a luoghi sacri e non frequentava più gli amici che aveva conosciuto in contesti religiosi nel timore di dire bestemmie in loro presenza. La terapia cognitivo comportamentale di Angela ha permesso di favorire la sua flessibilità e gradualmente Angela ha ripreso a frequentare i luoghi e le persone che desiderava.
DOC da relazione
- Dubbi ossessivi sul partner
- Ricerca continua di conferme
- Analisi eccessiva dei sentimenti
- Confronto delle caratteristiche del partner con le caratteristiche di altre persone
DOC da relazione: caso clinico e terapia cognitivo comportamentale
Massimiliano (nome di fantasia) temeva di non essere realmente innamorato della propria compagna con cui, in realtà, diceva di stare bene. Ogni volta che lei o altri parlavano di possibili progetti futuri, come la convivenza o la ricerca di figli, in lui si facevano forti i dubbi di non essere innamorato, la paragonava ad altre ragazze e cercava in lei difetti nell’aspetto fisico o nel carattere che gli dimostrassero che non era la persona per lui. Quando i dubbi erano minori si trovava a suo agio con lei. Viceversa, quando Massimiliano aveva più dubbi, si distaccava dalla compagna, divenendo scostante e critico.
Durante i primi colloqui di psicoterapia con la dott.ssa Beatrice Corsale, Massimiliano ha iniziato a comprendere come la continua analisi dei propri sentimenti fosse in realtà una forma di compulsione mentale. Attraverso un percorso mirato, sia in presenza che tramite consulenza online, Massimiliano ha imparato a gestire il dubbio senza cercare rassicurazioni immediate, permettendo alla relazione di evolvere in modo più spontaneo e autentico.
Risorse Utili sul DOC
Per approfondire i meccanismi del disturbo e le tecniche di cura citate nell’intervista, puoi consultare questi approfondimenti:
- Cos’è e come funziona l’Esposizione con Prevenzione della Risposta (EPR): la guida tecnica al protocollo d’elezione per il trattamento del DOC.
- 3 casi clinici di Disturbo Ossessivo Compulsivo: esempi pratici di come la Psicoterapia Cognitivo Comportamentale interviene su diverse tipologie di ossessioni.
- La Psicoterapia Cognitivo Comportamentale: scopri di più sul metodo scientifico utilizzato dalla Dott.ssa Beatrice Corsale.
Conclusioni: curare il DOC a Milano e Online
La Psicoterapia Cognitivo Comportamentale rappresenta uno strumento efficace per superare il Disturbo Ossessivo Compulsivo e riprendere in mano la propria vita.
Se soffri di DOC o riconosci questi sintomi, puoi richiedere un appuntamento presso lo studio di a Milano, oppure usufruire del servizio di terapia online, che garantisce la stessa efficacia clinica del percorso in presenza.
[Contatta la Dott.ssa Beatrice Corsale per una consulenza]